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Vedi l'albo d'oro
La nostra storia
1928-2008 - 80 anni di passione
 
La Storia del Foligno Calcio
Foligno nel calcio ha scritto pagine gloriose e luminose, purtroppo alternate a
momenti di oscurità e di anonimato. Dal 1928, data della nascita della società,
ad oggi, si contano 13 promozioni (una in serie B),
5 ripescaggi, 14 retrocessioni, 1 Coppa Italia Regionale. Ripercorriamo le
tappe salienti di questa avventura sportiva!
 
1915-1920
Il calcio organizzato a Foligno comparve durante la prima guerra mondiale. Erano
di stanza nella nostra città soldati cecoslovacchi, i quali praticavano, nelle
ore libere, questa attività agonistica. I giovani folignati li guardarono
dapprima con curiosità, ma presto vollero imitarli ed iniziarono così a giocare
a pallone. Non c'era un terreno adatto né in città, né in periferia. Si scelse
una piazza, precisamente quella di San Domenico, la più ampia del centro
storico. Lì avvennero le prime esibizioni fino a quando non fu allestito un
terreno adatto al Parco dei Canapè, dove si svolsero tornei e campionati
regolari. Le prime partite, amichevoli, si svolsero negli anni 1916 e 1917 con
la squadra di Terni.
1920-1930
Nel 1925 fu organizzato un primo torneo a 4 squadre tra l'Ascesi di Assisi, la
Clitunno di Foligno, la Salus Gualdo Tadino ed il Sant'Eraclio. Il Foligno non
partecipava ancora a campionati regolari, ma la squadra era ricercata per
disputare amichevoli da compagini di un certo blasone, che la stimavano e
rispettavano per forza, grinta e tenacia.
Nel 1927 fu organizzata la prima società folignate veramente efficiente,
presieduta dal dott. Rolando Rolandi Ricci. In precedenza c'erano state la
Clitunno e l'Aurora.
Nel 1928 fu regolarizzata l'affiliazione dell'A.S. Foligno alla Lega Calcio. Le
partite venivano disputate al Collegio Sgariglia e al Parco dei Canapè.
Il primo campionato regolare al quale partecipò il Foligno fu quello di Terza
Divisione nella stagione 1928-29. I Falchetti si classificarono al 1° posto,
trionfando nello spareggio di Arezzo contro il Perugia (1-0 con rete dell’ala
sinistra Lazzari). In quell’occasione gli sportivi folignati salirono
numerosissimi in Toscana, tanto che per la trasferta furono messe a disposizione
dai cittadini 94 delle 96 automobili presenti in città.
Nella stagione 1929-30 le partite vennero disputate in buona parte nel nuovo
Stadio Littorio di Porta Romana (innalzato nel 1929 dalla ditta folignate
Cicioni e inaugurato il 20 Settembre 1930), più tardi intitolato alla memoria di
un giovane concittadino, Dandolo Gramellini, caduto nella guerra di Spagna nel
1936 e comunemente noto anche col nome di Comunale Nazario Sauro per la via in
cui è ubicato.
1930-1940
Nel 1933-34, nonostante il secondo posto finale in classifica (campionato di
prima divisione), si registra la prima retrocessione, per presunta tentata
corruzione nella trasferta di San Benedetto.
Seguirono anni di crisi, fino al 1937-38, stagione che segnò la ripresa
dell'attività calcistica a largo raggio. L'occasione venne offerta dalla
presenza a Foligno di un reparto avieri, fra i quali numerosi erano atleti di
calcio. Il Dopolavoro Aziendale della Società aeronautica umbra organizzò una
squadra (l'A.U.S.A. Foligno) con l'intento di mettere insieme gli elementi
migliori tra gli avieri e quelli locali.
In campionato in porta esordì il giovanissimo folignate Emilio Siena, che fu poi
il primo giocatore umbro a militare in serie A, con la maglia della Lazio.
1940-1950
Nel 1941-42 fu ratificata federalmente la fusione tra l'A.S. Foligno e l'A.U.S.A.
.
La squadra partecipò alla serie C terminando al 7° posto in classifica.
Nel campionato di serie C 1945-46 il Foligno terminò al 2° posto dietro al
Perugia, ottenendo uno storica promozione in serie B. Purtroppo però la
situazione economica sconsigliò di iscriversi a tale campionato.
1950-1960
Nelle stagioni 1955-56 e 1956-57 i Falchetti furono protagonisti di due grandi
stagioni in IV serie (ottenendo anche una promozione). La formazione era
composta sia da elementi giovani e promettenti, sia da esperti anziani che
avevano militato in serie A ed avevano fatto parte della Nazionale italiana
(come gli indimenticabili Alzani, Furiassi e Malacarne). Presidente di quel
sodalizio era il noto Conte Nino Vaselli, che in precedenza era stato
proprietario della Lazio e che era giunto in città con propositi ambiziosi.
Durante le stagioni della presidenza Vaselli il Foligno giocò con una magia
azzurra in cui campeggiava una grande V bianca.
1960-1980
A partire dalla seconda metà degli anni '60 fino alla fine degli anni '70 il
Foligno disputò dignitosi campionati di serie D e di Promozione Regionale. Da
segnalare la squadra che dominò il campionato regionale 1962/63, realizzando 60
reti e subendone 16.
1980-1990
Nei primi anni ’80 il Foligno scrisse le sue pagine più belle di storia, con tre
storiche promozioni in quattro anni: nel 1979-80 dalla Promozione Regionale alla
IV Serie, nel 1981-82 dalla IV Serie alla C2 (dopo un memorabile spareggio a
Siena con il Cynthia Genzano vinto 2-1 di fronte a 7.000 folignati) ed infine,
nel 1982-83 dalla C2 alla C1. Erano gli anni della gloriosa società presieduta
da Angelo Giacinti, con atleti del calibro di Donati e Saccomanno, dei rocciosi
fratelli Lilli, del bomber Mariotti, del portierone "San" Boranga e dei mitici
Maurizio Scarsella e Massimo Palanca.
Mercoledì 8 Giugno 1983 venne festeggiata la fantastica promozione in serie C1 e
venne inaugurato il nuovo Stadio Santo Pietro con la partita amichevole
Foligno-Anderletch (con la squadra belga fresca di vittoria nella Coppa dei
Campioni).
1990-2001
Seguirono però anni bui per l'A.C. Foligno, periodi di prolungato anonimato e
stagioni deludenti caratterizzate da continue retrocessioni e fortunosi
ripescaggi per meriti sportivi (ben tre in pochi anni) .
Da registrare una sola annata positiva nel 1995-96 (campionato di Eccellenza
regionale) in cui la squadra si classificò seconda dietro all'Ellera e partecipò
agli spareggi per la serie D, battendo in semifinale i sardi dell’Iglesias, ma
perdendo la finale con l'Aglianese.
La squadra fu comunque ripescata in D la stagione seguente. Furono anni
difficili, caratterizzati in particolare da diverse salvezze all’ultimo tuffo.
La stagione più memorabile dopo il ripescaggio fu senz’altro quella 1996/97,
quando una squadra tutta grinta riuscì a centrare una salvezza che al termine
del girone d’andata sembrava insperata.
2002-2003
Dopo una nuova retrocessione nel campionato regionale nel 2000/01, la stagione
2002/03 segna la rinascita del Foligno Calcio. Dopo infatti ben venti lunghi
anni dall'ultima promozione ottenuta sul campo (dalla C2 alla C1 nella stagione
82/83), finalmente i Falchetti, ottimamente guidati dal neo allenatore Luciano
Marini, dal d.s. Chinea e dal team manager Vannini, vincono alla grande il
campionato di Eccellenza regionale, rimanendo sempre primi in classifica per
tutto l'arco della stagione e imponendo una supremazia mai messa in discussione.
Ed in questa annata da record non poteva mancare anche un altro prestigioso
trofeo e cioè la Coppa Umbra, conquistata con una partita al cardiopalma vinta
ai rigori contro la Fortis Terni di Sesena allo stadio Curi di Perugia, in una
fredda serata di Febbraio, davanti a 2000 infuocati e coloratissimi supporters
bianco-azzurri. Inizia così nel migliore dei modi la neo presidenza di Maurizio
Zampetti, il nuovo e validissimo timoniere della società bianco-azzurra, capace
al primo tentativo di centrare il primo obiettivo previsto: riportare la squadra
almeno fra i dilettanti. Ora il prossimo traguardo è il ritorno in C2, fra i
professionisti.
2003-2004
Nella stagione 2003/04, dopo 2 anni di purgatorio in Eccellenza regionale, il
Foligno partecipa nuovamente al campionato di serie D ed è inserito nel girone F
con le altre consorelle umbre (Todi ed Orvietana), insieme alle formazioni
marchigiane, laziali e all'abruzzese Morro d'Oro.
E' il secondo anno della gestione societaria del presidente Maurizio Zampetti
che, dopo il primo grande doppio traguardo raggiunto l'anno prima (vittorie in
campionato ed in Coppa Italia), allestisce una formazione di tutto rispetto
destinata però (almeno sulla carta) ad una salvezza tranquilla. Il campionato
inizia un po' in sordina con le due sconfitte esterne di Orvieto e Macerata. Ma
con la vittoria in casa con l'Aprilia, siglata al 45' del secondo tempo da un
indomabile Lele Fornetti, inizia una incredibile striscia di risultati positivi
che porteranno ben presto i ragazzi di Marini in cima alla graduatoria. Al
termine del girone di andata il Foligno conduce infatti il girone F con 32
punti, 2 in più della marchigiana Sangiustese e 6 in più del Morro d'Oro. Nel
girone di ritorno la squadra non è più brillantissima come all'andata (le nostre
avversarie si sono rinforzate), ma riesce ad ogni modo a controllare con
facilità i punti di vantaggio sulle antagoniste. Alla 32esima giornata, sotto un
acquazzone incessante, un Foligno tutta grinta e cuore batte fuori casa per 1-0
la Monturanese e, a 2 giornate dal termine, mette una seria ipoteca sulla
vittoria finale del campionato. Ma il Morro d'Oro è comunque a sole 2 lunghezze
(56 contro 58) e la domenica seguente i Falchetti (seppur decimati dalle assenze
per squalifica ed infortuni vari) perdono incredibilmente per 1-0 con il
Frascati ultimo della graduatoria e già quasi matematicamente retrocesso. Il
Morro d'Oro, invece, vince a Senigallia (e ci sorpassa) dopo che la squadra di
casa era riuscita a gettare alle ortiche anche un calcio di rigore. Il
campionato quindi finisce praticamente qui, sul muro del pianto di Frascati. Poi
i play-off sono solo da dimenticare, con gli incidenti provocati da una isolata
frangia della tifoseria in quel di Ascoli (gara 1 di play-off Truentina-Foligno),
successivi ad altri disordini avvenuti anche in gare precedenti (vedi
Frascati-Foligno e Foligno-Astrea giocata sul neutro di Monte San Savino) che
hanno comportato per la società una serie di multe e di squalifiche del campo.
Nonostante la grandissima delusione, fu comunque una annata trionfale,
caratterizzata da una squadra non eccelsa ma comunque tecnicamente dotata,
affiatata, grintosa e vincente (sorretta sempre da una tifoseria onnipresente in
tutti i campi) alla quale è mancato solo un pizzico di fortuna nel finale.
2004-2005
Nonostante l’handicap dei cinque turni di squalifica al campo, eredità del
finale del precedente campionato, la società del Presidente Zampetti e del Vice
Tofi si mette in moto già in estate, allestendo per Mister Marini una delle
migliori formazioni degli ultimi decenni: solida ed equilibrata in tutti i
reparti, ottimo mix di atleti d’esperienza e giovani emergenti, il Foligno si
attesta subito ai vertici della classifica del girone
umbro-marchigiano-romagnolo, che guiderà poi senza inciampi fino al termine.
Nella squadra di questa stagione brilla particolarmente la fase offensiva, al
punto che al termine del girone di andata i Falchetti battono il record di
marcature stabilito dalla Massese nella stagione precedente. L’unica avversaria
che tenta di scompaginare i piani di Capitan Cherubini e compagni è il
Cattolica, ma l’1 a 1 nella gara di ritorno in Romagna gela per i giallorossi
qualsiasi possibilità di aggancio e lancia i biancazzurri verso i settanta punti
in classifica e quel ritorno in C2 atteso in città da quasi venti anni.
2005-2006
Già dalla presentazione della squadra in estate agli Orti Orfini, accompagnata
da centinaia di tifosi, si comprende come tutta la città sia stretta intorno
all’obiettivo che la società si è posta per questo primo anno di professionismo:
la permanenza in C2. La difficoltà del girone mediano in cui i Falchetti sono
stati inseriti, insieme a realtà organizzate e blasonate come Ancona, Reggiana,
Spal, Benevento, Cavese e con le altre due umbre Gubbio e Gualdo, rende il
compito arduo, ma più affascinante. L’inizio di stagione per gli uomini del
riconfermato Marini è buono, con il primo posto nel girone di Coppa (grazie
anche alle vittorie esterne in entrambi i derby) e l’esordio col botto in
campionato (1 a 3 a Forlì), ma segue presto una flessione che fa attestare la
squadra nelle parti basse. La vittoria sonante nel derby col Gualdo (4 a 1) alla
settima giornata non basta per risalire la china e così alla tredicesima di
andata il tecnico Marini, dopo quattro indimenticabili stagioni caratterizzate
da tre campionati vinti e un secondo posto, viene esonerato. Al suo posto viene
chiamato Marcello Pizzimenti, che dal 2002/03 aveva vestito la maglia numero 4
dei Falchetti e che in estate, insieme al capitano di tante annate Federico
Cherubini, ora nelle vesti di Direttore Generale, era stato investito dalla
società di un ruolo dirigenziale. Sarà la scelta giusta perché dalla successiva
trasferta di Prato (storica vittoria con rete di Zebi), e anche grazie a qualche
azzeccato ritocco all’organico, i biancazzurri manterranno un ruolino di marcia
da prima della classe, lasciando presto l’ultimo posto in classifica e gettando
serie speranze di centrare la salvezza senza passare per i Play-out. Alla
penultima giornata il calendario propone lo scontro interno con l’Ancona:
nonostante le due squadre siano distanziate in classifica solo di quattro punti,
i dorici sono ad un passo dai Play-off, mentre il Foligno deve evitare di
scivolare nelle zone calde. Entrambe le squadre, quindi, devono vincere, ma come
spesso succede ne esce uno zero a zero che lascia a tutti l’amaro in bocca. Per
una serie di concomitanti risultati e incroci in calendario all’ultima giornata,
infatti, i Falchetti per evitare gli spareggi devono espugnare lo stadio dei
Marmi di Carrara. Ci riusciranno, dopo una gara tiratissima, grazie ad un gol di
Bonura nel finale, scavalcando i toscani e costringendoli ai Play-out, per la
gioia delle diverse centinaia di folignati saliti in Apuania. Si conclude così
con una spontanea festa in Piazza della Repubblica, al ritorno dei pullman dei
tifosi e della squadra, uno dei campionati più belli degli ultimi anni.
2006-2007
Riconfermato Cheruibini nel ruolo di Direttore Generale e ritornato Pizzimenti a
quello di Direttore dell’Area Tecnica, per la panchina in estate viene scelto
Giovanni Pagliari. All’ossatura dell’anno precedente, artefice come già detto di
un ottimo girone di ritorno, vengono aggiunti alcuni acquisti importanti, con lo
scopo di migliorare la posizione di classifica dell’anno precedente. Il
raggruppamento di C2 in cui il Foligno è inserito è nuovamente quello B, dove
spiccano sulla carta realtà come la Cisco Roma, la Reggiana, e la Spal. Il
Foligno è comunque da tutti accreditato come una delle formazioni più
equilibrate e meglio assortite. I fatti daranno ragione agli esperti. Fuori per
un soffio dalla Coppa Italia (nel girone a cinque la spunta il San Marino per un
solo punto sui Falchetti), già dalle prime giornate gli uomini di Pagliari fanno
parlare di sé, espugnando San Lazzaro di Sàvena alla prima giornata e bissando
il successo all’esordio interno contro la temibile Cisco Roma. Nelle successive
gare il Foligno, pur mantenendo le prime posizioni della classifica, accusa una
flessione. Il punto più basso della stagione coincide con la sconfitta di
Bellaria, alla settima giornata, ma l’immediato riscatto ottenuto nel derby
interno con la capolista Gubbio consente di affrontare con fiducia il proseguo
del campionato. In effetti non ci sono compagini che abbiano dimostrato una
netta superiorità nei confronti dei Falchetti e Pagliari e i suoi cominciano ad
inanellare una serie di risultati che, complice anche l’appannamento delle
battistrada (prima il Rovigo, poi la Spal, poi la Cisco Roma), consente di
avvicinare sensibilmente la vetta. Paradossalmente la svolta del campionato
avviene dopo una sconfitta: al Flaminio la Cisco (che ora è da tutti ritenuta la
squadra più accreditata alla vittoria finale) vendica la battuta d’arresto
subita all’andata, ma senza prevalere nel gioco, tanto da infondere nel Foligno
nuova fiducia nei propri mezzi. E’ l’ultima sconfitta dei biancazzurri,
protagonisti da quel momento di un girone di ritorno perfetto. Spiccano per
importanza le vittorie esterne a Rovigo e a Rieti ed il pari conquistato a
Reggio Emilia, proprio nel giorno in cui la Cisco veniva travolta a Pagani,
lasciando i Falchetti soli in vetta. Alla quartultima giornata il Foligno
conduce con 54 punti, uno in più della Cisco e quattro in più della Paganese. Al
Blasone arriva il Castelnuovo, unica compagine ad aver sorpreso i Falchetti
nell’arco dell’intero campionato (in Garfagnana finì infatti con un secco 4 a 1
per i gialloblù). La partita pare non volersi sbloccare, mentre dal Flaminio si
sa che la Viterbese sta bloccando sul pari la Cisco. Ma proprio quando mancano
venti secondi al termine del quarto minuto di recupero concesso dall’arbitro,
Petterini ruba una palla appena fuori dalla propria area, imposta un contropiede
sulla destra per il giovane Giorgi, che arriva sulla trequarti e pennella un
lungo cross per Turchi, di modo che il capocannoniere argentino di testa infili
in rete. Lo stadio esplode in uno dei boati più sonori di sempre. La vittoria
consente di allungare in classifica di altri due punti e di affrontare con più
tranquillità l’ostica trasferta di Carrara, con i marmiferi ancora nel destino
dei Falchetti. Lo zero a zero finale e la sconfitta della Cisco a Rovigo fanno
sì che tra il Foligno e la C1 manchino solo te punti, che puntualmente
arriveranno alla penultima giornata contro il Cuoiopelli, in un Santo Pietro
gremito e colorato che esplode sotto una pioggia battente alle reti di Petterini
e Turchi: dopo 23 anni il Foligno ritrova la C1.
2007-2008
Il Foligno ha disputando il secondo campionato di Serie C1 della propria storia;
è stato inserito nel Girone A insieme alla Ternana e a squadre venete, lombarde,
piemontesi, emiliane, campane e pugliesi. A fine campionato si è posizionato 4°
alle spalle di Sassuolo
promosso direttamente in serie B e Cremonese e Cittadella. Ha partecipato ai
play-off disputando due partite con il Cittadella, vincendo la prima in casa per
1 a 0 e perdendo in trasferta 2-0, non proseguendo la sua corsa verso la serie
B.
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