Foligno nel calcio ha scritto pagine gloriose e
luminose, purtroppo alternate a momenti di oscurità e di
anonimato. Dal 1928, data della nascita della società,
ad oggi, si contano 13 promozioni (una in serie B),
5 ripescaggi, 14 retrocessioni, 1 Coppa Italia Regionale. Ripercorriamo le
tappe salienti di questa avventura sportiva!
1915-1920
Il calcio organizzato a Foligno comparve durante la
prima guerra mondiale. Erano di stanza nella nostra
città soldati cecoslovacchi, i quali praticavano, nelle
ore libere, questa attività agonistica. I giovani
folignati li guardarono dapprima con curiosità, ma
presto vollero imitarli ed iniziarono così a giocare a
pallone. Non c'era un terreno adatto né in città, né in
periferia. Si scelse una piazza, precisamente quella di
San Domenico, la più ampia del centro storico. Lì
avvennero le prime esibizioni fino a quando non fu
allestito un terreno adatto al Parco dei Canapè, dove si
svolsero tornei e campionati regolari. Le prime partite,
amichevoli, si svolsero negli anni 1916 e 1917 con la
squadra di Terni.
1920-1930
Nel 1925 fu organizzato un primo torneo a 4 squadre tra
l'Ascesi di Assisi, la Clitunno di Foligno, la Salus
Gualdo Tadino ed il Sant'Eraclio. Il Foligno non
partecipava ancora a campionati regolari, ma la squadra
era ricercata per disputare amichevoli da compagini di
un certo blasone, che la stimavano e rispettavano per
forza, grinta e tenacia.
Nel 1927 fu organizzata la prima società folignate
veramente efficiente, presieduta dal dott. Rolando
Rolandi Ricci. In precedenza c'erano state la Clitunno e
l'Aurora.
Nel 1928 fu regolarizzata l'affiliazione dell'A.S.
Foligno alla Lega Calcio. Le partite venivano disputate
al Collegio Sgariglia e al Parco dei Canapè.
Il primo campionato regolare al quale partecipò il
Foligno fu quello di Terza Divisione nella stagione
1928-29. I Falchetti si classificarono al 1° posto,
trionfando nello spareggio di Arezzo contro il Perugia
(1-0 con rete dell’ala sinistra Lazzari). In quell’occasione
gli sportivi folignati salirono numerosissimi in
Toscana, tanto che per la trasferta furono messe a
disposizione dai cittadini 94 delle 96 automobili
presenti in città.
Nella stagione 1929-30 le partite vennero disputate in
buona parte nel nuovo Stadio Littorio di Porta Romana
(innalzato nel 1929 dalla ditta folignate Cicioni e
inaugurato il 20 Settembre 1930), più tardi intitolato
alla memoria di un giovane concittadino, Dandolo
Gramellini, caduto nella guerra di Spagna nel 1936 e
comunemente noto anche col nome di Comunale Nazario
Sauro per la via in cui è ubicato.
1930-1940
Nel 1933-34, nonostante il secondo posto finale in
classifica (campionato di prima divisione), si registra
la prima retrocessione, per presunta tentata corruzione
nella trasferta di San Benedetto.
Seguirono anni di crisi, fino al 1937-38, stagione che
segnò la ripresa dell'attività calcistica a largo
raggio. L'occasione venne offerta dalla presenza a
Foligno di un reparto avieri, fra i quali numerosi erano
atleti di calcio. Il Dopolavoro Aziendale della Società
aeronautica umbra organizzò una squadra (l'A.U.S.A.
Foligno) con l'intento di mettere insieme gli elementi
migliori tra gli avieri e quelli locali.
In campionato in porta esordì il giovanissimo folignate
Emilio Siena, che fu poi il primo giocatore umbro a
militare in serie A, con la maglia della Lazio.
1940-1950
Nel 1941-42 fu ratificata federalmente la fusione tra
l'A.S. Foligno e l'A.U.S.A. .
La squadra partecipò alla serie C terminando al 7° posto
in classifica.
Nel campionato di serie C 1945-46 il Foligno terminò al
2° posto dietro al Perugia, ottenendo uno storica
promozione in serie B. Purtroppo però la situazione
economica sconsigliò di iscriversi a tale campionato.
1950-1960
Nelle stagioni 1955-56 e 1956-57 i Falchetti furono
protagonisti di due grandi stagioni in IV serie
(ottenendo anche una promozione). La formazione era
composta sia da elementi giovani e promettenti, sia da
esperti anziani che avevano militato in serie A ed
avevano fatto parte della Nazionale italiana (come gli
indimenticabili Alzani, Furiassi e Malacarne).
Presidente di quel sodalizio era il noto Conte Nino
Vaselli, che in precedenza era stato proprietario della
Lazio e che era giunto in città con propositi ambiziosi.
Durante le stagioni della presidenza Vaselli il Foligno
giocò con una magia azzurra in cui campeggiava una
grande V bianca.
1960-1980
A partire dalla seconda metà degli anni '60 fino alla
fine degli anni '70 il Foligno disputò dignitosi
campionati di serie D e di Promozione Regionale. Da
segnalare la squadra che dominò il campionato regionale
1962/63, realizzando 60 reti e subendone 16.
1980-1990
Nei primi anni ’80 il Foligno scrisse le sue pagine più
belle di storia, con tre storiche promozioni in quattro
anni: nel 1979-80 dalla Promozione Regionale alla IV
Serie, nel 1981-82 dalla IV Serie alla C2 (dopo un
memorabile spareggio a Siena con il Cynthia Genzano
vinto 2-1 di fronte a 7.000 folignati) ed infine, nel
1982-83 dalla C2 alla C1. Erano gli anni della gloriosa
società presieduta da Angelo Giacinti, con atleti del
calibro di Donati e Saccomanno, dei rocciosi fratelli
Lilli, del bomber Mariotti, del portierone "San" Boranga
e dei mitici Maurizio Scarsella e Massimo Palanca.
Mercoledì 8 Giugno 1983 venne festeggiata la fantastica
promozione in serie C1 e venne inaugurato il nuovo
Stadio Santo Pietro con la partita amichevole
Foligno-Anderletch (con la squadra belga fresca di
vittoria nella Coppa dei Campioni).
1990-2001
Seguirono però anni bui per l'A.C. Foligno, periodi di
prolungato anonimato e stagioni deludenti caratterizzate
da continue retrocessioni e fortunosi ripescaggi per
meriti sportivi (ben tre in pochi anni) .
Da registrare una sola annata positiva nel 1995-96
(campionato di Eccellenza regionale) in cui la squadra
si classificò seconda dietro all'Ellera e partecipò agli
spareggi per la serie D, battendo in semifinale i sardi
dell’Iglesias, ma perdendo la finale con l'Aglianese.
La squadra fu comunque ripescata in D la stagione
seguente. Furono anni difficili, caratterizzati in
particolare da diverse salvezze all’ultimo tuffo. La
stagione più memorabile dopo il ripescaggio fu
senz’altro quella 1996/97, quando una squadra tutta
grinta riuscì a centrare una salvezza che al termine del
girone d’andata sembrava insperata.
2002-2003
Dopo una nuova retrocessione nel campionato regionale
nel 2000/01, la stagione 2002/03 segna la rinascita del
Foligno Calcio. Dopo infatti ben venti lunghi anni
dall'ultima promozione ottenuta sul campo (dalla C2 alla
C1 nella stagione 82/83), finalmente i Falchetti,
ottimamente guidati dal neo allenatore Luciano Marini,
dal d.s. Chinea e dal team manager Vannini, vincono alla
grande il campionato di Eccellenza regionale, rimanendo
sempre primi in classifica per tutto l'arco della
stagione e imponendo una supremazia mai messa in
discussione. Ed in questa annata da record non poteva
mancare anche un altro prestigioso trofeo e cioè la
Coppa Umbra, conquistata con una partita al cardiopalma
vinta ai rigori contro la Fortis Terni di Sesena allo
stadio Curi di Perugia, in una fredda serata di
Febbraio, davanti a 2000 infuocati e coloratissimi
supporters bianco-azzurri. Inizia così nel migliore dei
modi la neo presidenza di Maurizio Zampetti, il nuovo e
validissimo timoniere della società bianco-azzurra,
capace al primo tentativo di centrare il primo obiettivo
previsto: riportare la squadra almeno fra i dilettanti.
Ora il prossimo traguardo è il ritorno in C2, fra i
professionisti.
2003-2004
Nella stagione 2003/04, dopo 2 anni di purgatorio in
Eccellenza regionale, il Foligno partecipa nuovamente al
campionato di serie D ed è inserito nel girone F con le
altre consorelle umbre (Todi ed Orvietana), insieme alle
formazioni marchigiane, laziali e all'abruzzese Morro
d'Oro.
E' il secondo anno della gestione societaria del
presidente Maurizio Zampetti che, dopo il primo grande
doppio traguardo raggiunto l'anno prima (vittorie in
campionato ed in Coppa Italia), allestisce una
formazione di tutto rispetto destinata però (almeno
sulla carta) ad una salvezza tranquilla. Il campionato
inizia un po' in sordina con le due sconfitte esterne di
Orvieto e Macerata. Ma con la vittoria in casa con l'Aprilia,
siglata al 45' del secondo tempo da un indomabile Lele
Fornetti, inizia una incredibile striscia di risultati
positivi che porteranno ben presto i ragazzi di Marini
in cima alla graduatoria. Al termine del girone di
andata il Foligno conduce infatti il girone F con 32
punti, 2 in più della marchigiana Sangiustese e 6 in più
del Morro d'Oro. Nel girone di ritorno la squadra non è
più brillantissima come all'andata (le nostre avversarie
si sono rinforzate), ma riesce ad ogni modo a
controllare con facilità i punti di vantaggio sulle
antagoniste. Alla 32esima giornata, sotto un acquazzone
incessante, un Foligno tutta grinta e cuore batte fuori
casa per 1-0 la Monturanese e, a 2 giornate dal termine,
mette una seria ipoteca sulla vittoria finale del
campionato. Ma il Morro d'Oro è comunque a sole 2
lunghezze (56 contro 58) e la domenica seguente i
Falchetti (seppur decimati dalle assenze per squalifica
ed infortuni vari) perdono incredibilmente per 1-0 con
il Frascati ultimo della graduatoria e già quasi
matematicamente retrocesso. Il Morro d'Oro, invece,
vince a Senigallia (e ci sorpassa) dopo che la squadra
di casa era riuscita a gettare alle ortiche anche un
calcio di rigore. Il campionato quindi finisce
praticamente qui, sul muro del pianto di Frascati. Poi i
play-off sono solo da dimenticare, con gli incidenti
provocati da una isolata frangia della tifoseria in quel
di Ascoli (gara 1 di play-off Truentina-Foligno),
successivi ad altri disordini avvenuti anche in gare
precedenti (vedi Frascati-Foligno e Foligno-Astrea
giocata sul neutro di Monte San Savino) che hanno
comportato per la società una serie di multe e di
squalifiche del campo. Nonostante la grandissima
delusione, fu comunque una annata trionfale,
caratterizzata da una squadra non eccelsa ma comunque
tecnicamente dotata, affiatata, grintosa e vincente
(sorretta sempre da una tifoseria onnipresente in tutti
i campi) alla quale è mancato solo un pizzico di fortuna
nel finale.
2004-2005
Nonostante l’handicap dei cinque turni di squalifica al
campo, eredità del finale del precedente campionato, la
società del Presidente Zampetti e del Vice Tofi si mette
in moto già in estate, allestendo per Mister Marini una
delle migliori formazioni degli ultimi decenni: solida
ed equilibrata in tutti i reparti, ottimo mix di atleti
d’esperienza e giovani emergenti, il Foligno si attesta
subito ai vertici della classifica del girone
umbro-marchigiano-romagnolo, che guiderà poi senza
inciampi fino al termine. Nella squadra di questa
stagione brilla particolarmente la fase offensiva, al
punto che al termine del girone di andata i Falchetti
battono il record di marcature stabilito dalla Massese
nella stagione precedente. L’unica avversaria che tenta
di scompaginare i piani di Capitan Cherubini e compagni
è il Cattolica, ma l’1 a 1 nella gara di ritorno in
Romagna gela per i giallorossi qualsiasi possibilità di
aggancio e lancia i biancazzurri verso i settanta punti
in classifica e quel ritorno in C2 atteso in città da
quasi venti anni.
2005-2006
Già dalla presentazione della squadra in estate agli
Orti Orfini, accompagnata da centinaia di tifosi, si
comprende come tutta la città sia stretta intorno
all’obiettivo che la società si è posta per questo primo
anno di professionismo: la permanenza in C2. La
difficoltà del girone mediano in cui i Falchetti sono
stati inseriti, insieme a realtà organizzate e blasonate
come Ancona, Reggiana, Spal, Benevento, Cavese e con le
altre due umbre Gubbio e Gualdo, rende il compito arduo,
ma più affascinante. L’inizio di stagione per gli uomini
del riconfermato Marini è buono, con il primo posto nel
girone di Coppa (grazie anche alle vittorie esterne in
entrambi i derby) e l’esordio col botto in campionato (1
a 3 a Forlì), ma segue presto una flessione che fa
attestare la squadra nelle parti basse. La vittoria
sonante nel derby col Gualdo (4 a 1) alla settima
giornata non basta per risalire la china e così alla
tredicesima di andata il tecnico Marini, dopo quattro
indimenticabili stagioni caratterizzate da tre
campionati vinti e un secondo posto, viene esonerato. Al
suo posto viene chiamato Marcello Pizzimenti, che dal
2002/03 aveva vestito la maglia numero 4 dei Falchetti e
che in estate, insieme al capitano di tante annate
Federico Cherubini, ora nelle vesti di Direttore
Generale, era stato investito dalla società di un ruolo
dirigenziale. Sarà la scelta giusta perché dalla
successiva trasferta di Prato (storica vittoria con rete
di Zebi), e anche grazie a qualche azzeccato ritocco
all’organico, i biancazzurri manterranno un ruolino di
marcia da prima della classe, lasciando presto l’ultimo
posto in classifica e gettando serie speranze di
centrare la salvezza senza passare per i Play-out. Alla
penultima giornata il calendario propone lo scontro
interno con l’Ancona: nonostante le due squadre siano
distanziate in classifica solo di quattro punti, i
dorici sono ad un passo dai Play-off, mentre il Foligno
deve evitare di scivolare nelle zone calde. Entrambe le
squadre, quindi, devono vincere, ma come spesso succede
ne esce uno zero a zero che lascia a tutti l’amaro in
bocca. Per una serie di concomitanti risultati e incroci
in calendario all’ultima giornata, infatti, i Falchetti
per evitare gli spareggi devono espugnare lo stadio dei
Marmi di Carrara. Ci riusciranno, dopo una gara
tiratissima, grazie ad un gol di Bonura nel finale,
scavalcando i toscani e costringendoli ai Play-out, per
la gioia delle diverse centinaia di folignati saliti in
Apuania. Si conclude così con una spontanea festa in
Piazza della Repubblica, al ritorno dei pullman dei
tifosi e della squadra, uno dei campionati più belli
degli ultimi anni.
2006-2007
Riconfermato Cheruibini nel ruolo di Direttore Generale
e ritornato Pizzimenti a quello di Direttore dell’Area
Tecnica, per la panchina in estate viene scelto Giovanni
Pagliari. All’ossatura dell’anno precedente, artefice
come già detto di un ottimo girone di ritorno, vengono
aggiunti alcuni acquisti importanti, con lo scopo di
migliorare la posizione di classifica dell’anno
precedente. Il raggruppamento di C2 in cui il Foligno è
inserito è nuovamente quello B, dove spiccano sulla
carta realtà come la Cisco Roma, la Reggiana, e la Spal.
Il Foligno è comunque da tutti accreditato come una
delle formazioni più equilibrate e meglio assortite. I
fatti daranno ragione agli esperti. Fuori per un soffio
dalla Coppa Italia (nel girone a cinque la spunta il San
Marino per un solo punto sui Falchetti), già dalle prime
giornate gli uomini di Pagliari fanno parlare di sé,
espugnando San Lazzaro di Sàvena alla prima giornata e
bissando il successo all’esordio interno contro la
temibile Cisco Roma. Nelle successive gare il Foligno,
pur mantenendo le prime posizioni della classifica,
accusa una flessione. Il punto più basso della stagione
coincide con la sconfitta di Bellaria, alla settima
giornata, ma l’immediato riscatto ottenuto nel derby
interno con la capolista Gubbio consente di affrontare
con fiducia il proseguo del campionato. In effetti non
ci sono compagini che abbiano dimostrato una netta
superiorità nei confronti dei Falchetti e Pagliari e i
suoi cominciano ad inanellare una serie di risultati
che, complice anche l’appannamento delle battistrada
(prima il Rovigo, poi la Spal, poi la Cisco Roma),
consente di avvicinare sensibilmente la vetta.
Paradossalmente la svolta del campionato avviene dopo
una sconfitta: al Flaminio la Cisco (che ora è da tutti
ritenuta la squadra più accreditata alla vittoria
finale) vendica la battuta d’arresto subita all’andata,
ma senza prevalere nel gioco, tanto da infondere nel
Foligno nuova fiducia nei propri mezzi. E’ l’ultima
sconfitta dei biancazzurri, protagonisti da quel momento
di un girone di ritorno perfetto. Spiccano per
importanza le vittorie esterne a Rovigo e a Rieti ed il
pari conquistato a Reggio Emilia, proprio nel giorno in
cui la Cisco veniva travolta a Pagani, lasciando i
Falchetti soli in vetta. Alla quartultima giornata il
Foligno conduce con 54 punti, uno in più della Cisco e
quattro in più della Paganese. Al Blasone arriva il
Castelnuovo, unica compagine ad aver sorpreso i
Falchetti nell’arco dell’intero campionato (in
Garfagnana finì infatti con un secco 4 a 1 per i
gialloblù). La partita pare non volersi sbloccare,
mentre dal Flaminio si sa che la Viterbese sta bloccando
sul pari la Cisco. Ma proprio quando mancano venti
secondi al termine del quarto minuto di recupero
concesso dall’arbitro, Petterini ruba una palla appena
fuori dalla propria area, imposta un contropiede sulla
destra per il giovane Giorgi, che arriva sulla trequarti
e pennella un lungo cross per Turchi, di modo che il
capocannoniere argentino di testa infili in rete. Lo
stadio esplode in uno dei boati più sonori di sempre. La
vittoria consente di allungare in classifica di altri
due punti e di affrontare con più tranquillità l’ostica
trasferta di Carrara, con i marmiferi ancora nel destino
dei Falchetti. Lo zero a zero finale e la sconfitta
della Cisco a Rovigo fanno sì che tra il Foligno e la C1
manchino solo te punti, che puntualmente arriveranno
alla penultima giornata contro il Cuoiopelli, in un
Santo Pietro gremito e colorato che esplode sotto una
pioggia battente alle reti di Petterini e Turchi: dopo
23 anni il Foligno ritrova la C1.
2007-2008
Attualmente il Foligno sta disputando il secondo
campionato di Serie C1 della propria storia; è stato
inserito nel Girone A insieme alla Ternana e a squadre
venete, lombarde, piemontesi, emiliane, campane e
pugliesi.